venerdì 6 maggio 2016

Tornando al passato


Era un sabato sera d'estate e Greta era davanti all'armadio della sua camera intenta a scegliere cosa indossare per uscire. Aveva voglia di essere sexy, di mettere in evidenza il suo bel corpicino, minuto ma ben fatto: seno sodo della terza misura, vita stretta, un bel culetto e gambe affusolate. Greta guardò l'ora, erano già le nove,doveva sbrigarsi, alle dieci sarebbe arrivato Stefano, il suo ragazzo da quattro mesi. Si era messa con lui dopo mesi di solitudine o, meglio, di "lutto" per la fine della lunga e tormentata storia con Marco, un ragazzo dai modi bruschi e dolci allo stesso tempo, capace di farla sentire la donna più importante del mondo e, subito dopo, una poco di buono. Amore ed odio, conditi con una passione sfrenata, li avevano uniti e legati morbosamente, tra un litigio e l'altro. Greta aveva amato molto Marco ma l'aveva lasciato un anno fa, dopo l'ennesima lite furibonda, durante la quale Marco l'aveva addirittura schiaffeggiata. Da allora non l'aveva più ne visto ne sentito ma non era riuscita a dimenticarlo, neanche adesso che stava con Stefano. Si ritrovava spesso a pensare a Marco, si domandava cosa stesse facendo, con chi stesse uscendo e così via...
Greta quella sera indossò un abito nero aderente che arrivava al ginocchio e con una profonda scollatura. Sotto, niente reggiseno ed un perizoma nero di pizzo, mentre ai piedi mise dei sandali neri col tacco a spillo. Sciolse i lunghi capelli biondi, si truccò e alle dieci era pronta. Stefano arrivò puntuale come sempre ed insieme decisero di andare a mangiare qualcosa all'irish pub della zona. Scelsero un tavolo un po’ appartato ed ordinarono. Greta non passava di certo inosservata e si accorse che aveva molti occhi puntati addosso, cosa che la imbarazzava ed eccitava allo stesso tempo. Si guardò attorno, il locale era affollato ed il suo sguardo si soffermò sul gruppo di ragazzi seduti al tavolo di fronte, bevevano birra e parlavano a voce alta. Greta diede un'occhiata a ciascuno di loro ed all'improvviso sgranò gli occhi... no, non era possibile... era incredula, quel ragazzo di spalle era Marco, il "suo" Marco. Era cambiato, aveva i capelli cortissimi ed aveva tolto il pizzetto ma la sensualità era quella di sempre. Greta sentì il viso andare in fiamme ed il cuore aumentare i battiti... era completamente "nel pallone" ma, con la scusa del caldo afoso, riuscì a nascondere quella reazione a Stefano, che non si accorse di nulla e continuò a parlare. Greta non riusciva più a seguire il discorso, fingeva di ascoltare ma non riusciva a smettere di pensare a Marco. Avrebbe voluto essere lì da sola, avrebbe desiderato che Marco si avvicinasse per portarla via... Alzò lo sguardo e lo posò di nuovo su di lui e fu allora che Marco, alzandosi per uscire, la vide... rimase immobile per alcuni secondi, poi accennò un sorriso e si allontanò. Poco dopo il cellulare di Greta si illuminò, era arrivato un sms: "Sei più bella che mai, ti penso spesso... se più tardi ti liberi, chiamami. Marco".
Greta quasi svenne alla lettura di quell'sms, avrebbe voluto seguire Marco ma ovviamente restò lì con Stefano. Era eccitatissima e... tutta bagnata... E adesso? Cosa poteva fare?? E Stefano? Certo il rapporto con lui era a dir poco "tiepido" ma era un bravo ragazzo e lei gli voleva bene. Gli disse che l'sms era di Marta, una sua amica e cercò di pensare ad altro ma nella sua mente c'era solo Marco... Avrebbe seguito l'istinto, ora o mai più! Quando Stefano si allontanò per andare alla toilette, Greta scrisse a Marco: "Ok, a più tardi, aspettami..." Le tremavano le gambe, Stefano tornò al tavolo e, finito di mangiare, i due uscirono e salirono in auto. Stefano allungò una mano sulla coscia di Greta e la accarezzò ma a questo punto la ragazza disse di avere un forte mal di stomaco e che sarebbe stato meglio se fosse tornata a casa. Stefano, dispiaciuto, l'accompagnò e quando Greta fu in casa, chiamò Marco. Dopo i soliti convenevoli, Marco le propose di vedersi... era quello che Greta sperava accadesse ed accettò. Dopo un quarto d'ora, suonò il citofono, Greta aprì ed attese sulla soglia... Marco le si avvicinò guardandola negli occhi e da quel momento non servirono più le parole, furono i loro corpi a "parlarsi", a fondersi, ad amarsi...
Le loro bocche si cercarono avidamente, le lingue danzarono a ritmo sfrenato, si toccarono dappertutto, si palparono senza freni, mentre si dirigevano in camera. Marco gettò Greta sul letto, le prese i seni fra le mani e succhiò i capezzoli durissimi... Greta si abbandonò completamente all'eccitazione, avrebbe lasciato fare a Marco tutto ciò che avrebbe voluto. Sentì le sue mani sul perizoma fradicio di umori, poi le dita si fecero strada nella vagina e la lingua prese possesso del clitoride... roba da perdere la testa, infatti di lì a poco, un orgasmo violento percorse Greta dalla testa ai piedi e dalla vagina gli umori colarono lungo le cosce... Marco le fece cenno di girarsi, tirò fuori dai jeans il suo membro durissimo e lo affondò nella vagina, tutto, fino in fondo, come piaceva a Greta. La sbattè con forza, la ragazza gemeva senza ritegno, ne voleva ancora ed ancora... Marco si fermò, le allargò le natiche con le mani ed iniziò a leccarle il buchino, infilando la punta della lingua, sapeva che la cosa faceva sentire Greta molto porca. Poi appoggiò il suo membro sul buchino inumidito e voglioso e... lasciò fare a Greta. La ragazza iniziò a muovere il bacino dolcemente, facendo entrare la grossa cappella e poi, a poco a poco, tutta l'asta, fino in fondo... non provò dolore ma un piacere intenso, profondo, selvaggio... Marco si mosse avidamente dentro quel bel culetto e con poche spinte venne riempiendolo. Fu una notte di pochissime parole e di tanto sesso che risvegliò in Greta e Marco quel sentimento che non si era mai spento.

giovedì 5 maggio 2016

Vecchie conoscenze


Vecchie conoscenze

Con Giulio è sempre stato solo sesso, ci siamo frequentati per anni, ogni volta che sentivamo un certo "prurito" ci telefonavamo e ci davamo appuntamento per degli incontri di sesso sfrenato.

Un paio d'anni fa però mi dovetti trasferire in una grande città, così quegli incontri di sesso terminarono.

Ciò mi dispiacque molto perché con Giulio potevo essere disinibita e lasciarmi andare come mi pareva, cosa che non ho trovato in nessun altro uomo, sebbene abbia sempre avuto diversi incontri occasionali.


Il destino per fortuna volle riservarmi una sorpresa, un giorno stavo camminando in centro e chi vedo dentro un negozio attraverso la vetrina? Esatto! Proprio Giulio.

Decisi di aspettarlo fuori, già fantasticavo sulla possibilità di riprendere i nostri incontri di sesso...

Giulio uscì dal negozio e mi vide "Maria!" gridò e venne ad abbracciarmi, poi andammo a bere qualcosa insieme e a chiacchierare un po’.

"Rimango in città solo altri due giorni, sono qui per lavoro". Peccato! pensai, ma in un due giorni si possono fare tante cose...Così gli lasciai il mio indirizzo e il mio numero di telefono.


Mi chiamò quella sera stessa. "Hai impegni stasera?" mi chiese.

"No" dissi io. "Pensavo di venire a trovarti" continuò. "Ti aspetto allora" gli risposi.

Dopo un'oretta circa Giulio arrivò. Notai che si era vestito elegantemente e ben pettinato, io da parte mia, mi ero preparata come sapevo avrebbe fatto piacere a lui: gonnellina corta, autoreggenti, camicina stretta e scollata che su di me fa un certo effetto, avendo un bel seno abbondante.

Non perdemmo tempo, subito mi prese e mi mise la lingua in bocca stringendomi i fianchi. Lo condussi in camera da letto e mi stesi, lui mi allargò le gambe e tirò su la gonna, vide che avevo le autoreggenti e un bel perizoma nero e mi disse

"La solita maiala". Io risi e gli risposi "La tua maiala".

Mi sfilò il perizoma senza togliermi la gonna, sapeva che mi piaceva essere scopata così. Con una mano andò a toccarmi la figa che trovò già un lago,

"Sei fradicia" commentò. "E' tutto il giorno che ti penso" fu la mia risposta.

Muoveva la mano in mezzo alle mie gambe tirandomi già fuori gemiti di piacere, poi infilò un dito fino in fondo e cominciò ad esplorarmi. "Mettine un altro" gli dissi ansimando e lui mi accontentò. "Un altro dito? Ecco, prendilo" disse lui, poi continuò "So che nemmeno due dita ti bastano, per te non sono abbastanza" e ne infilò prima un terzo e poi di seguito un quarto facendo avanti e indietro con forza.

Godevo come una porca, sentivo la figa piena che si stava allargando grazie alle sue dita che mi penetravano come un bel cazzo duro.

Poi sfilò le dita, si buttò con la faccia sulla mia figa bagnatissima e iniziò a masturbarmi con la lingua facendola penetrare all'interno e muovendola, poi mi succhiò per bene il clitoride, mordicchiandolo come piaceva a me facendomi godere ancora di più.

Quando decise che mi aveva masturbata abbastanza si mise in ginocchio e tirò fuori il suo cazzo duro e gonfio e disse "Succhiamelo adesso, fammi godere".

Non persi tempo, mi buttai su quel cazzone invitante, lo scappellai e leccai avidamente la cappella gonfia e pulsante, poi mi ci abbassai sopra prendendomelo tutto fino in gola e iniziando a pompare.

"Brava, così, prendilo tutto, lo so che ti piace succhiare" diceva Giulio tra i gemiti. Mi mangiai quel cazzone per diversi minuti, alternando succhiate forti e leccate lungo l'asta, poi non resistetti più, volevo ficcarmelo dentro.

"Scopami" dissi. Lui mi prese e mi fece stendere, mi allargò le gambe e appoggiò il suo cazzo voglioso sulla mia figa fradicia, poi lo spinse tutto dentro in una volta e prese subito a muoversi con foga sbattendomi a dovere.

Io urlavo di piacere "Sì, così, più forte, dai, scopami". Sentivo le sue palle sbattermi sul culo e il suo cazzo sempre più forte che mi riempiva.

Tirai fuori le tette dalla camicetta e Giulio le afferrò entrambe, prese i capezzoli tra le dita e strinse forte, sapeva che mi piaceva da impazzire. "E' così che ti piace eh? Sei una porca". Mi diede qualche altra violenta spinta aggrappandosi alle mie tette, poi tirò fuori il cazzo e si mise sopra di me per farmelo entrare in bocca. Ripresi a succhiarlo, in quella posizione Giulio riusciva a penetrarmi la bocca ancora più a fondo, intanto con una mano mi masturbavo, ancora vogliosa di essere penetrata.


"Adesso girati, so che lo vuoi in culo" disse lui. Mi affrettai a voltarmi e ad inarcare bene la schiena per offrirgli il mio culo. Era da tanto che non facevo sesso anale e sapevo di essermi ristretta notevolmente.

Mi allargò e fece colare la saliva sul mio buco, con un dito mi penetrò senza fatica e volle metterne un altro, questa volta faticava ad entrare, così spinse forte rubandomi un urletto di dolore e piacere. "Come mai sei così stretta?" volle sapere. "E' tanto che non lo prendo in culo" dissi.

"Adesso ci penso io ad allargartelo".

Sapeva che era ciò che volevo sentire. A fatica inserì un altro dito nel mio buco stretto e iniziò a fare avanti e indietro per allargarmi. Io intanto mi stavo riabituando e gemevo di piacere.

Tolse le dita e appoggiò il cazzo sul mio buco, fece entrare la cappella e poi piano tutto il resto fino a riempirmi il culo. Stette un po’ fermo per farmi abituare, quando non resistetti più lo pregai "Inculami". "Lo vuoi?" mi chiese "Sì, lo voglio, non resisto più, sbattimi nel culo, dai".

E Giulio cominciò a scoparmi con foga il culo tenendomi per i fianchi e tirandomi verso di lui, poi prese a sculacciarmi ad ogni spinta, sapeva che stavo godendo come una troia in quel modo.

Presi a penetrarmi la figa con le dita per avere la sensazione di pienezza assoluta.

Giulio aumentò la velocità delle spinte e mi chiese "Dove la vuoi la sborra?"

"In culo" lo pregai "Riempimi il culo di sborra". Non se lo fece ripetere,

sentii il suo cazzone duro pulsare e un getto caldo riempirmi il culo.


Lo tolse dal mio culo e mi diedi da fare per lucidarglielo al meglio. Quel cazzone non accennava ad andare giù, rimaneva bello teso e voglioso. "Rimettiti a pecora" mi disse, obbedii subito e gli offrii nuovamente il mio culo che era ancora aperto e desideroso di essere riempito nuovamente, ma Giulio voleva scoparmi la figa e senza perdere tempo me la riempì col suo cazzone iniziando a stantuffarmi a dovere.

Mentre mi scopava mi prese le tette tirandomi a se, io gridavo dal piacere e mi massaggiavo il clitoride, "Vengo" gli dissi, lui aumentò la foga delle spinte.

Sentii un orgasmo violento scuotermi la figa e il corpo accompagnato dalle mie grida.

Mi ripresi e Giulio tirò fuori il suo cazzone ancora duro, sapevo che voleva sborrare ancora, infatti mi disse "Succhiamelo ti prego".

Lo ripresi tutto fino in gola e lo succhiai con gusto, mentre Giulio mi spingeva la testa. Presto senti il cazzo ingrossarsi e sputare un bel fiotto caldo di sborra nella mia gola, Giulio mi tenne ferma la testa fino a che non fossero finiti i residui dell'orgasmo, poi tolse il cazzo e insieme ci rivestimmo.

"Sei libera domani?" chiese prima di andarsene. "Certo..." risposi.

giovedì 28 aprile 2016

Sexy sabato


Sabato pomeriggio, giugno... Mio marito è a lavoro, torna più tardi ed io per far passare il tempo, mi sdraio nuda sul lettino a prendere il sole sul terrazzino. Nessuno può vedermi, ma piano piano sento crescere in me la voglia di avere delle mani che mi accarezzino tra le gambe, una lingua che sappia farmi provare mille brividi di piacere, un cazzo che riempia quel vuoto che ho dentro...Il mio amante è al mare e poi non abitiamo vicino. Chiamo lui, il mio ex? Gli mando un sms erotico, come faccio spesso e subito mi chiede di raggiungerlo a casa sua. Faccio finta di non poter andare, ma alla fine vado.Mi vesto velocemente, pantaloncini corti bianchi, canotta scollata e via... Non c'è nessuno per strada, m'infilo nel suo palazzo,salgo le scale, suono il campanello col cuore che batte ed eccolo lì in accappatoio. Un saluto, mi dirigo verso la camera da letto, mi siedo e lui subito comincia a baciarmi il collo, l'orecchio, la spalla, la schiena... sento i brividi correre lungo tutto il corpo e concentrarsi nel mio sesso. Vorrei toccarlo, baciarlo a mia volta, ma non me lo consente. Sento la sua erezione, il respiro affannato, ma continua a baciarmi, dolcemente ovunque e mi spoglia piano piano. Quando arriva tra le gambe, sono già un lago, alzo il bacino per spingermi ancora di più contro la sua lingua...non ce la faccio più, lo supplico, lo imploro, ma niente… appena appena infila un dito, ma solo la punta, sa farmi impazzire quel bastardo. Ho voglia di godere, di essere penetrata e quando sento che non resisto più, eccolo, in una sola mossa è entrato dentro, quel cazzo lungo e quel che più conta, massiccio. Mi riempie tutta, no si muove, si limita a guardarmi, se cerco di muovere il bacino, m'inchioda ...So cosa vuole, vuole sentirmi dire quelle parole che lui mi ha ripetuto tante volte, ma non le dirò, non le sento!! Alla fine cede, mi sbatte con violenza, più e più volte e quando sente che sto per venire, rallenta e quasi esce. Poi riprende e ripete il giochetto 2-3 volte. alla fine il mio orgasmo è spettacolare, intenso, lungo...Lui continua a sbattermi un altro po’ e alla fine arriva anche lui sborrandomi sul ventre e sul seno. Mi chiede di restare ancora, ma mi ripulisco e scappo via, sta per tornare lui e dopo una doccia veloce, magari anche lui vorrà scopare, il mio adorato marito!!!

lunedì 25 aprile 2016

Sesso e cibo


Avevamo fatto una scommessa: “riuscirai a farmi godere senza penetrarmi col tuo cazzo voglioso?”

Lui era convinto di sì, senza usare il suo membro né altri oggetti meccanici ma solo frutta e ortaggi!!

Un festival dell’agricoltura biologica applicata al sesso!!!

Dopo un inizio di baci appassionati per farmi bagnare a dovere, ha cominciato ad accedere alle sue strumentazioni naturali, così minuziosamente preparate in precedenza, sul tavolino accanto al letto. Ha cominciato con dell’uva bianca fredda e bagnata, quella con dei chicchi grossi e succulenti, me li ha passati prima sulle labbra, poi li ha fatti rotolare sul mio corpo bagnandoli di tanto in tanto con la sua saliva unita alla mia, poi ha giocato col mio clitoride e con l’imbocco del mio caldo tunnel accogliente, tirandole via, leccandole, e rimestandole dentro. Io ero stesa, arrendevole, pronta a sperimentare e ad accogliere ogni cosa lui volesse farmi.

Eravamo decisi a creare un’esperienza unica di sesso e cibo, sapori e sensazioni nuovi del corpo e della mente.

Poi ha preso una banana che col caldo del mio forno naturale si è maturata all’istante e così lui la inzuppava nei miei umori e la mangiava con un gusto irripetibile. Prima penetrandomi con tutta la buccia, poi imbevendola come in un intingolo magico che la rendeva succulenta e di un gusto senza eguali.

Le sensazioni che mi procurava erano inimmaginabili. Come se lui riuscisse ad assaporare la mia essenza più intima ed inesplorata… una percezione unica di condivisione quasi cannibalesca.

La mia mente era in estasi quasi più del mio corpo e la mia riconoscenza per quelle sensazioni uniche mi fecero prendere la panna montata che lui aveva preparato per me, gliel’ho spruzzata sul suo pene che non resisteva più al desiderio e l’ho succhiato e leccato come un gelato unico, irripetibile, desiderabile più di ogni altra cosa al mondo. Il suo latte caldo si è confuso con la panna montata e non si capiva cosa fosse più dolce, ma è venuto fuori un cocktail inaspettato ed impareggiabile.

Le nostre menti erano sazie, i nostri corpi soddisfatti.

Cosa volere di più!?

La scommessa era vinta da entrambi. Sicuramente ci riproveremo!!!!

giovedì 21 aprile 2016

Scopata e silenzio


Da tanto non ci vediamo, ogni volta è un'attesa struggente. L'ambiguità, la trasgressione, il silenzio...niente parole, solo sesso...atteso e finalmente goduto. Sesso e silenzio. Solo questo e nient'altro. Il piacere del sesso puro e fine a se stesso, nulla di più.

Le mia mani percorrono il mio corpo accarezzandolo, presto saranno le tue a farlo...la mia voglia cresce inesorabile pensando al tuo corpo che possiede il mio.

La gonna blu che indosso arriva poco sotto il ginocchio. Immagino la tua espressione quando ti accorgerai che non porto le mutandine oggi...e nemmeno il reggiseno. Il contatto delle mie parti intime col tessuto mi da i brividi, piccoli brividi che presto si trasformeranno in eccitazione pura. I capezzoli rigidi premono vogliosi contro la camicetta che volutamente tengo slacciata fino al seno. La pelle liscia del mio sedere fruscia contro il cotone della gonna. Seduta in poltrona accavallo le gambe, le stringo volutamente per stimolarmi proprio lì in mezzo...

Difficile non gridare 'finalmente!' quando arrivi...Ci limitiamo a sorridere, poi quasi contemporaneamente un'espressione maliziosa compare sui nostri volti. Ci afferriamo subito, i corpi stretti, caldi e le lingue che si cercano rapide. Toccandomi sulla schiena già ti accorgi che manca il reggiseno, ti stacchi un po’ e apri subito la camicetta per accertartene, i miei seni sono già nelle tue mani e i capezzoli scompaiono nella tua bocca, prima uno e poi l'altro, sembra quasi che tu voglia mangiarli. Il rumore di risucchio che fa la tua bocca sulle mie tette è estasiante, ingoiami, mangiami...

Quando le tue mani mi afferrano dietro non ti accorgi subito che non ho nemmeno le mutandine... lo vedrai presto...

Sono affamata di te, della tua pelle, del tuo sapore, del tuo sesso... In ginocchio sopra di te lo mordo da sopra i pantaloni e struscio sopra il mio viso. E' durissimo ed imponente, sento che mi desidera, vuole che io lo mangi...Lo tiro fuori, inizio dalla base, voglio che ogni millimetro sia passato dalla mia lingua, l'asta dura si erge diritta e rigida, aspetta solo che io la percorra su e giù, su e giù...E' bellissimo ricoprirlo con la lingua, ma ora non basta più, devo usare la bocca...arrivata sulla cappella lascio che mi scivoli dentro tutto, lentamente, voglio riempirmi...quando è dentro quasi fino alla base rimango ferma, ti assaporo e mi godo la tua essenza, poi non resisto, ho bisogno di muovermi, di succhiare tutto finché non sono sazia, finché i tuoi lamenti di piacere non riempiono la casa... Mi tieni la testa con le mani per goderti quel contatto ancora più a fondo, i tuoi ansimi accelerano, ecco ti sento, lasciati andare dentro di me, lascia che io riceva il tuo piacere...

Con la bocca piena di sperma bollente mi stacco piano, leccando ancora un po’ la cappella.

Mi metto a quattro zampe, mi raggiungi subito ancora ansante, le tue mani si infilano sotto la gonna e finalmente ti accorgi che mancano le mutandine...Un gemito di approvazione esce dalle tue labbra. Tiri su la gonna e scopri il mio frutto succoso e impaziente, con le mani sulle natiche apri con i pollici le mie labbra e come io ho fatto con te assapori il frutto goloso. La lingua danza sulle labbra e sul clitoride, ora sono i miei gemiti a riempire la stanza e i miei umori a colare sulla moquette. Mi inarco di più per offrirmi meglio a te e alla tua bocca avida, non resisto più, di malavoglia mi stacco e mi alzo, mi appoggio al muro, tu sei già dietro di me aggrappato ai miei fianchi. Il tuo pene appoggiato tra le mie gambe e in un attimo, con una penetrazione rapida sparisce dentro di me. I miei fianchi spingono all'indietro e i tuoi in avanti, ritmicamente, movimenti che inondano il mio corpo di piacere, di estasi...voglio tenerti dentro di me, poterti sentire sempre...

Mi abbandono alle tue spinte, inarco la schiena e la testa, ad occhi chiusi e labbra umide lascio che l'estasi mi colga e mi invada...grido, gemo, le mie unghie graffiano il muro, ne voglio ancora...possiamo continuare quanto vogliamo, non ne ho ancora abbastanza di te...lasciamo che i nostri corpi si uniscano ancora e ancora...

Sempre senza una parola ma solo con gemiti e grida di piacere i nostri corpi sbattono l'un l'altro quasi si volessero fondere...e in questa fusione paradisiaca un nuovo orgasmo percorre le nostre membra lasciandoci tremanti ed estasiati...

Non una parola, silenzio, solo sesso e silenzio...

lunedì 18 aprile 2016

Sempre con lui


Non stavo più nella pelle, non lo vedevo dall'estate precedente. Ci eravamo sentiti solo su internet. Lunghi mesi senza di lui. Anche se non stavamo insieme ne ero già follemente innamorato.

Finalmente l'estate ricominciò. Per fortuna avrebbe continuato ad alloggiare all'albergo in cui lavoro io perché dove lavora lui non hanno stanze per il personale.

Una mattina vidi la ragazza che fa le camere (che sebbene io preferisca i maschi continuo a reputare una gran figa) preparare la stanza che avrebbe occupato lui.

"Ah ritorna C?" le chiesi fingendomi disinteressato.

"Sì, arriva stasera" mi disse lei.

Quella sera stessa! C mi aveva detto che sarebbe tornato la settimana seguente, forse per farmi una sorpresa... Decisi che gliene avrei fatta una anch'io...

Alla sera dopo il lavoro mi feci la doccia e rimasi in accappatoio, poi mi infilai nella sua stanza ad aspettarlo. Si stava facendo tardi e pensai che ormai sarebbe arrivato il giorno seguente. Stavo per tornare in camera mia quando sentii i suoi passi per le scale. Era lui per forza perché delle quattro camere in mansarda, due sono le nostre e le altre sono vuote quasi tutta l'estate.

Mi ero tolto l'accappatoio perché avevo caldo e quando lui entrò mi trovò nudo sul suo letto.

Era bellissimo, stanco per il viaggio e tutto sudato. Fu sorpresissimo di vedermi ed era proprio quello che volevo.

Si gettò su di me.

"Volevo farti una sorpresa" disse.

"Me l'hai fatta" dissi io.

"Anche tu" rispose prima di infilarmi la lingua in bocca e soffocarmi col suo bacio.

"Aspetta mi faccio la doccia" disse staccandosi da me.

Lo bloccai avvinghiandogli le gambe al corpo e lo tirai su di me.

"Facciamolo prima" gli dissi.

"Dai mi lavo in fretta".

Non volevo staccarmi da lui, volevo sentirlo subito, averlo tutto per me. Non riuscivo ad aspettare. Gli slacciai la cintura e in un attimo la mia mano fu nei suoi boxer aderenti. Era già durissimo... gli ero mancato almeno quanto lui era mancato a me.

Ero avido di lui, non mi bastava farlo godere con la mano. Lo feci sdraiare e mi abbassai su di lui con la bocca spalancata e lo ingoiai come non avevo mai fatto. In meno di due minuti mi inondò la bocca del suo liquido caldissimo e il suo grido di piacere mi procurò un'erezione enorme. Ma lui volle farmi soffrire e andò a farsi la doccia, chiuse anche la porta del bagno a chiave.

"Guarda che se mi lasci fuori mi masturbo da solo" gli dissi

Nessuna risposta "E poi me ne vado a dormire" continuai.

Aprì la porta e corsi in doccia con lui.

Mi afferrò tra le sue braccia e mi strinse, poi mi tenne fermo contro il muro leccandomi ovunque, soffermandomi sui capezzoli, cosa che mi fa impazzire.

Appena le sue labbra afferrarono la mia cappella gonfia venni subito, ero troppo eccitato.

Continuò a leccarmi lentamente lavando via il mio sperma. Quando ebbe finito mi afferrò per i fianchi e mi voltò, mi schiacciò contro il muro e mi infilò le dita in bocca, poi con quelle stesse dita mi allargò le natiche e piano mi penetrò fino in fondo. Sa che tenermi le dita dentro e muoverle piano mi fa andare fuori di testa. Ero di nuovo bello duro e quando me lo afferrò con l'altra mano credevo di stare già per venire per la seconda volta.

"Aspetta" mi sussurrò "Non ancora".

Rallentò i movimenti ed estrasse le dita. Spinsi il bacino all'indietro, lo volevo terribilmente, lo desideravo con ogni parte del mio corpo, non potevo più aspettare.

Lui lo sapeva e mi faceva soffrire, mi sfiorava appena con la cappella senza entrare. Giocò così per un bel po’, gli piaceva vedermi mordere le labbra desiderando di sentirlo dentro di me.

"Non ce la faccio più...se non me lo metti dentro subito esplodo".

Mi accontentò. Mi sentii riempire in ogni parte di me, fremevo con tutto il corpo e non capivo più niente. Non avevo mai goduto così tanto e le sue grida mi portarono sull'orlo dell'orgasmo.

"Scusa non ho saputo resistere" mi scusai ancora col fiatone, mentre lui con l'ultimo grido versava il suo orgasmo dentro di me.

"Volevo venire insieme a te".

"Non importa... abbiamo tutta l'estate per rifarci...".

lunedì 11 aprile 2016

Tre uomini durante la stessa giornata



Sono sposata da circa dieci anni e per un bel po’ gli sono stata anche molto fedele, ma ultimamente in me si è acceso un fuoco. Ho una relazione fissa con un altro da quasi due anni ed ultimamente ho ripreso i contatti con un mio ex. Quel giorno incontrai il mio amante in una zona di campagna, la solita e portavo un vestitino corto e sexy. Non appena scesi dall'auto, mi baciò e mi fece sdraiare sul cofano dell'auto e senza nemmeno togliermi il perizoma, cominciò a leccarmi tra le gambe, cosa che mi fa impazzire. Subito dopo m'infilo il suo bel cazzo dentro e mi scopò con forza, come piace a me fino a farmi dimenticare di guardarmi intorno per paura che potesse passare qualcuno. Non mi arrivò dentro, lo presi in bocca e ingoiai tutto il suo sperma, che adoro... Tornando a casa, mi fermai al negozio del mio ex, volevo solo provocarlo un po’, so che quando mi vede si arrapa tantissimo. Fatto sta che mi trascinò letteralmente nel retrobottega e con la porta aperta mi scopò facendomi appoggiare a novanta gradi sul bancone dei surgelati. Mi scopò così, da dietro e la consapevolezza di essere una troia, due uomini nel giro di poco più di un'ora, mi fece godere in un niente. Il tutto durò pochi minuti. Scappai quasi via e quando tornai a casa, non potevo credere a quello che avevo fatto. Avevo già scopato con lui, ma non nello stesso giorno. Avevo dentro una smania enorme e quando il pomeriggio mio marito tornò da lavoro, cominciai a ronzargli intorno e lui mi portò sul letto e mi scopò nella fica, in bocca e alla fine mi venne nel culo, dove adoro essere sfondata. Mentre lo tenevo tutto dentro, non facevo che pensare, tre in un giorno, tre in un giorno e la cosa mi ha reso il terzo orgasmo delizioso... Magari ripeterò questa cosa e vi farò sapere!