giovedì 24 febbraio 2022

Milena dal bel culo


Milena non è una ragazza che la da via a cani e porci, sì ama il sesso ma anche farlo con qualcuno verso il quale prova un sentimento, o comunque qualcuno che conosce bene.

Non sapete poi quante volte l'ho trovata a guarda video porno su siti come youporn, xhasmter xvideos o per quell italiani su italianoxxx.com ... Insomma per molti una troia per me una donna splendida

Lei è circa 1, 60 ha un bel culo, una terza di seno e capelli castani abbastanza lunghi.

Io e lei siamo amici da molti anni perché frequentiamo lo stesso gruppo di teatro, lo ammetto, sono un uomo e me la sarei scopata senza indugio e senza farmi problemi, però il rispetto viene prima di tutto e per questo e anche per altri motivi non ho mai provato con lei.

Ci rimasi un po’ male, quando circa un anno e mezzo fa lei si mise assieme ad un tipo magro, ipocondriaco e con la puzza sotto il naso, che crede di essere una specie di dio. Non ero geloso in questo caso, ma avrei preferito per lei qualcosa di meglio.

Sono un tipo pacifico, altrimenti avrei alzato le mani addosso al fidanzato di Milena senza pensarci due volte, questo vigliacco non le è stato vicino in momenti brutti per andare a vedere la partita al baretto, le proibiva di uscire con le amiche a volte, e addirittura le imponeva una dieta selettiva a causa di una sua intolleranza.

Venni a sapere da una mia amica che lui non aveva ancora fatto sesso con lei perché era la sua prima volta e non se la sentiva (a 26 anni), poi in seguito questa mia stessa amica mi disse che qualcosa si era mosso e che lui le concedeva il lusso di fargli le seghe, ma di più no perché temeva che in un eventuale rapporto sessuale il profilattico potesse rompersi causando un guaio. Questa cosa macabra andò avanti per mesi, e seppi anche, come se non bastava, che lui non era propenso al sesso orale su di lei, e che, dulcis in fundo, non era nemmeno ben piazzato. Pensavo a quella povera Milena, in astinenza da così tanto, con un viscido del genere al suo fianco, e vedevo sul suo volto sempre più raramente il sorriso. Purtroppo l'amore fa soffrire e lei lo amava e non osava lasciarlo.

Mi ripromisi che ci avrei provato con lei appena si fosse liberata da quel verme, le avrei dato tutto il piacere che quel viscido non era stato in grado di darle, le avrei regalato orgasmi per tutto il giorno e cunnilingus fino a sfinirla.


Un giorno la incontrai sola che passeggiava per il paese, la vidi giù e le chiesi cosa avesse, era un po’ in crisi col suo ragazzo, lui era troppo preso da sè stesso e non le dava ciò che lei voleva, ma lei lo amava e non sapeva che fare. Mi invitò a casa sua a prendere un caffè ed io accettai. A casa sua non c'era nessuno, erano tutti in giro. Dopo il caffè ci sedemmo in poltrona e parlammo un po’, lei pianse, mi spiegò nel dettaglio cose che già conoscevo da un po’.

Le allungai una mano sulla schiena e le coccolai la guancia cercando di farle forza. Mi abbracciò forte, io sentivo i suoi soffici seni sul mio petto, ricambiai l'abbraccio un pò imbarazzato perché temevo che lei potesse così notare la mia vistosa erezione che purtroppo sfiorò con una gamba. Le dissi che le volevo bene e che poteva contare su di me, sarei stato subito a sua disposizione per tutto.

Rimanemmo abbracciati per un po’, poi mi guardò negli occhi con sguardo vitreo e mi baciò, io in un primo momento rimasi spiazzato ma poi ricambiai il bacio.

Mi aprì la cerniera della felpa e me la tolse ed io capii subito quali erano le sue intenzioni. Allungai una mano sui suoi seni coperti da una maglia di lana, era da tanto che immaginavo quella sensazione soffice, lei ricambiò stringendo il mio cazzo duro sotto i jeans. La desideravo tantissimo e glielo dimostrai fin da subito, lei non disse parola ma mi fece capire che apprezzava molto. Siccome il divano era scomodo ci spostammo in camera da letto, ma senza dirci una parola, semplicemente lei mi prese per la mano e mi condusse lì.

Mi scaraventò sul materasso e mi tolse tutti i vestiti, poi si spogliò rapidamente anche lei e mi saltò addosso.

Era bellissima nuda, con quel bel culetto e quella patatina pelosa ma ben tenuta. Pensai a quanto fosse idiota il suo ragazzo, rifiutare una così splendida fanciulla, ma adesso le avrei dato io tutto ciò che lei (e lui) meritava.

Le baciai il collo e le mordicchiai l'orecchio poi scesi sui suoi seni fantastici, leccai i capezzoli mordicchiandoli un po’ e tastando quella fantastica morbidezza. La sentivo gemere, doveva avere in corpo una tale voglia repressa da così tanto tempo, il suo corpo quasi vibrava quando le baciai la pancia e poi scesi sulla figa. Iniziai baciandole il clitoride, lei diede un sospiro, poi con la lingua scesi tra le grandi labbra e le aprii sempre con l'ausilio della lingua scoprendo il suo interno candido e caldo con due piccole labbra già belle bagnate. Le leccai ben bene e poi le aprii facendo penetrare la mia lingua sulla sua fessura tutta umida mentre lei sospirava di piacere. Leccavo prima su e giù, poi da destra a sinistra aprendola bene, prima piano e poi sempre più veloce, poi poggiai tutta la mia bocca su quella splendida patatina e la succhiai mentre giocherellavo con la lingua, poi passai sul clitoride leccando prima piano sfiorandolo, lei sussultò, ebbe un fremito, poi glielo coccolai tutto con la lingua, passando sui suoi lati poi su di esso con ritmo sempre diverso. Stava godendo tantissimo, iniziò a lasciarsi andare qualche gridolino, era sempre più bagnata ed aveva un clitoride gonfio, sentivo che stava per venire, si lasciò andare completamente in un urlo di piacere, mi tirò su e mi baciò in bocca infischiandosene dei suoi umori che mi ricoprivano le labbra.

Mi morse sul petto mentre il suo corpo era percorso da qualcosa simile a scariche elettriche. Dopo qualche istante si riprese e scese giù a succhiarmi il cazzo, lo faceva col desiderio stampato negli occhi, sembrava quasi volesse mangiarmelo. Mi leccava prima l'asta, poi la cappella e lo prendeva tutto in bocca, quasi fino alla base. Mi era diventato durissimo e la cosa doveva averla notata anche Milena che colse il momento migliore per poggiare la sua passerina sul mio membro e spingerselo dentro.

Lei era sopra di me che mi cavalcava letteralmente, la sentivo sospirare e gemere di piacere, mi gridava che voleva sentirlo tutto dentro fino alle viscere, lo voleva tutto, voleva godere così tanto da spaccare le finestre con un urlo. Io ero eccitato come un toro, mi alzai e mi buttai addosso a lei, capovolgendo la situazione, lei mi morse il collo eccitata e poi mi baciò profondamente.

Iniziai a darle spinte sempre più forti, le mie palle sbattevano contro il suo culo, le sentivo bagnatissime dei suoi umori, era una fontana di dolce nettare.

Stava ansimando sempre più velocemente, stava per avere un altro orgasmo e stavo per venire anche io. Di colpo mi venne in mente che lo stavamo facendo senza precauzioni e mi arrestai, lei mi prese e mi avvicinò a sé sussurrandomi di venirle dentro, che prendeva la pillola e che finalmente sarebbe servito a qualcosa. A quella frase ricominciai con le mie spinte, lei urlava eccitatissima, ed urlò ancor più forte sentendo il mio cazzo pulsarle dentro mentre la riempiva di sperma. Rimanemmo stesi sul letto per un po’, poi ci ricomponemmo; mentre mi vestivo lei mi disse grazie, e mi disse che era felice di avere accanto una persona come me che l'avrebbe sorretta nel momento del bisogno.

I suoi vicini di casa devono aver sentito qualcosa perché in paese si sparse la voce che io ero stato a letto con lei facendola godere tantissimo, ma come si sa, il cornuto è sempre l'ultimo a saperlo, se lo viene a sapere...

Una settimana dopo Milena ebbe la forza di lasciare il verme, e dopo di allora scopammo ancora altre volte.

Confessioni di una cameriera e spogliarellista rumena

A Passione segrete la storia segreta di Alina, cameriera e spogliarellista di Castellamare di Stabbia.

Ciao a tutti sono Alina, una ragazza di 26 anni, rumena di Bucarest ma da quasi 8 anni vivo e lavoro nella provincia di Napoli a Castellamare di Stabbia.

Da qualche tempo mi sono appassionata nel raccontare, le mie storie erotiche, che tra l'altro potete trovare anche sul sito www.raccontivietati.com

La storia che vi propongo oggi è quella della mia avventura con Pino, il titolare del bar, dove ero impiegata ormai da anni .

Parliamo di un uomo di mezza età , per niente bello di aspetto né per quanto riguarda il fisico, né per il viso e non mi ha mai affascinato, fin qeul famoso giorno in cui mi trovo in flagranza.

Infatti, oltre a lavorare dal mattino fino alle 13 da Pino, tutti i fine settimana all'insaputa di tutti, mi trasformavo in una spogliarellista, in un locale notturno.

Devo dirvi il vero, non lo facevo solo per i soldi, anche se mi facevano molto molto comoda, non avendo la possibilità come molte ragazze italiane, di avere il supporto dei genitori, ma lo facevo anche perché in quei momenti mi sentivo elettrizzata e  con il potere nelle mie mani.

Rimasi di stucco però quando al termine di un mio balletto, mi trovai davanti in perizoma e con le tette scoperte davanti proprio a Pino.....

Vuoi sapere cosa è successo ?

Te lo racconterò a breve...

venerdì 6 maggio 2016

Tornando al passato


Era un sabato sera d'estate e Greta era davanti all'armadio della sua camera intenta a scegliere cosa indossare per uscire. Aveva voglia di essere sexy, di mettere in evidenza il suo bel corpicino, minuto ma ben fatto: seno sodo della terza misura, vita stretta, un bel culetto e gambe affusolate. Greta guardò l'ora, erano già le nove,doveva sbrigarsi, alle dieci sarebbe arrivato Stefano, il suo ragazzo da quattro mesi. Si era messa con lui dopo mesi di solitudine o, meglio, di "lutto" per la fine della lunga e tormentata storia con Marco, un ragazzo dai modi bruschi e dolci allo stesso tempo, capace di farla sentire la donna più importante del mondo e, subito dopo, una poco di buono. Amore ed odio, conditi con una passione sfrenata, li avevano uniti e legati morbosamente, tra un litigio e l'altro. Greta aveva amato molto Marco ma l'aveva lasciato un anno fa, dopo l'ennesima lite furibonda, durante la quale Marco l'aveva addirittura schiaffeggiata. Da allora non l'aveva più ne visto ne sentito ma non era riuscita a dimenticarlo, neanche adesso che stava con Stefano. Si ritrovava spesso a pensare a Marco, si domandava cosa stesse facendo, con chi stesse uscendo e così via...
Greta quella sera indossò un abito nero aderente che arrivava al ginocchio e con una profonda scollatura. Sotto, niente reggiseno ed un perizoma nero di pizzo, mentre ai piedi mise dei sandali neri col tacco a spillo. Sciolse i lunghi capelli biondi, si truccò e alle dieci era pronta. Stefano arrivò puntuale come sempre ed insieme decisero di andare a mangiare qualcosa all'irish pub della zona. Scelsero un tavolo un po’ appartato ed ordinarono. Greta non passava di certo inosservata e si accorse che aveva molti occhi puntati addosso, cosa che la imbarazzava ed eccitava allo stesso tempo. Si guardò attorno, il locale era affollato ed il suo sguardo si soffermò sul gruppo di ragazzi seduti al tavolo di fronte, bevevano birra e parlavano a voce alta. Greta diede un'occhiata a ciascuno di loro ed all'improvviso sgranò gli occhi... no, non era possibile... era incredula, quel ragazzo di spalle era Marco, il "suo" Marco. Era cambiato, aveva i capelli cortissimi ed aveva tolto il pizzetto ma la sensualità era quella di sempre. Greta sentì il viso andare in fiamme ed il cuore aumentare i battiti... era completamente "nel pallone" ma, con la scusa del caldo afoso, riuscì a nascondere quella reazione a Stefano, che non si accorse di nulla e continuò a parlare. Greta non riusciva più a seguire il discorso, fingeva di ascoltare ma non riusciva a smettere di pensare a Marco. Avrebbe voluto essere lì da sola, avrebbe desiderato che Marco si avvicinasse per portarla via... Alzò lo sguardo e lo posò di nuovo su di lui e fu allora che Marco, alzandosi per uscire, la vide... rimase immobile per alcuni secondi, poi accennò un sorriso e si allontanò. Poco dopo il cellulare di Greta si illuminò, era arrivato un sms: "Sei più bella che mai, ti penso spesso... se più tardi ti liberi, chiamami. Marco".
Greta quasi svenne alla lettura di quell'sms, avrebbe voluto seguire Marco ma ovviamente restò lì con Stefano. Era eccitatissima e... tutta bagnata... E adesso? Cosa poteva fare?? E Stefano? Certo il rapporto con lui era a dir poco "tiepido" ma era un bravo ragazzo e lei gli voleva bene. Gli disse che l'sms era di Marta, una sua amica e cercò di pensare ad altro ma nella sua mente c'era solo Marco... Avrebbe seguito l'istinto, ora o mai più! Quando Stefano si allontanò per andare alla toilette, Greta scrisse a Marco: "Ok, a più tardi, aspettami..." Le tremavano le gambe, Stefano tornò al tavolo e, finito di mangiare, i due uscirono e salirono in auto. Stefano allungò una mano sulla coscia di Greta e la accarezzò ma a questo punto la ragazza disse di avere un forte mal di stomaco e che sarebbe stato meglio se fosse tornata a casa. Stefano, dispiaciuto, l'accompagnò e quando Greta fu in casa, chiamò Marco. Dopo i soliti convenevoli, Marco le propose di vedersi... era quello che Greta sperava accadesse ed accettò. Dopo un quarto d'ora, suonò il citofono, Greta aprì ed attese sulla soglia... Marco le si avvicinò guardandola negli occhi e da quel momento non servirono più le parole, furono i loro corpi a "parlarsi", a fondersi, ad amarsi...
Le loro bocche si cercarono avidamente, le lingue danzarono a ritmo sfrenato, si toccarono dappertutto, si palparono senza freni, mentre si dirigevano in camera. Marco gettò Greta sul letto, le prese i seni fra le mani e succhiò i capezzoli durissimi... Greta si abbandonò completamente all'eccitazione, avrebbe lasciato fare a Marco tutto ciò che avrebbe voluto. Sentì le sue mani sul perizoma fradicio di umori, poi le dita si fecero strada nella vagina e la lingua prese possesso del clitoride... roba da perdere la testa, infatti di lì a poco, un orgasmo violento percorse Greta dalla testa ai piedi e dalla vagina gli umori colarono lungo le cosce... Marco le fece cenno di girarsi, tirò fuori dai jeans il suo membro durissimo e lo affondò nella vagina, tutto, fino in fondo, come piaceva a Greta. La sbattè con forza, la ragazza gemeva senza ritegno, ne voleva ancora ed ancora... Marco si fermò, le allargò le natiche con le mani ed iniziò a leccarle il buchino, infilando la punta della lingua, sapeva che la cosa faceva sentire Greta molto porca. Poi appoggiò il suo membro sul buchino inumidito e voglioso e... lasciò fare a Greta. La ragazza iniziò a muovere il bacino dolcemente, facendo entrare la grossa cappella e poi, a poco a poco, tutta l'asta, fino in fondo... non provò dolore ma un piacere intenso, profondo, selvaggio... Marco si mosse avidamente dentro quel bel culetto e con poche spinte venne riempiendolo. Fu una notte di pochissime parole e di tanto sesso che risvegliò in Greta e Marco quel sentimento che non si era mai spento.

giovedì 5 maggio 2016

Vecchie conoscenze


Vecchie conoscenze

Con Giulio è sempre stato solo sesso, ci siamo frequentati per anni, ogni volta che sentivamo un certo "prurito" ci telefonavamo e ci davamo appuntamento per degli incontri di sesso sfrenato. 

Apro una parentesi mi piaceva molto anche il sesso telefonico, tanto è che ho lavorato per anni come centralinista erotica ovvero del telefono erotico. Questo solo per raccontarvi qualcosa in più di me :-)

Un paio d'anni fa però mi dovetti trasferire in una grande città, così quegli incontri di sesso terminarono.

Ciò mi dispiacque molto perché con Giulio potevo essere disinibita e lasciarmi andare come mi pareva, cosa che non ho trovato in nessun altro uomo, sebbene abbia sempre avuto diversi incontri occasionali.


Il destino per fortuna volle riservarmi una sorpresa, un giorno stavo camminando in centro e chi vedo dentro un negozio attraverso la vetrina? Esatto! Proprio Giulio.

Decisi di aspettarlo fuori, già fantasticavo sulla possibilità di riprendere i nostri incontri di sesso...

Giulio uscì dal negozio e mi vide "Maria!" gridò e venne ad abbracciarmi, poi andammo a bere qualcosa insieme e a chiacchierare un po’.

"Rimango in città solo altri due giorni, sono qui per lavoro". Peccato! pensai, ma in un due giorni si possono fare tante cose...Così gli lasciai il mio indirizzo e il mio numero di telefono.


Mi chiamò quella sera stessa. "Hai impegni stasera?" mi chiese.

"No" dissi io. "Pensavo di venire a trovarti" continuò. "Ti aspetto allora" gli risposi.

Dopo un'oretta circa Giulio arrivò. Notai che si era vestito elegantemente e ben pettinato, io da parte mia, mi ero preparata come sapevo avrebbe fatto piacere a lui: gonnellina corta, autoreggenti, camicina stretta e scollata che su di me fa un certo effetto, avendo un bel seno abbondante.

Non perdemmo tempo, subito mi prese e mi mise la lingua in bocca stringendomi i fianchi. Lo condussi in camera da letto e mi stesi, lui mi allargò le gambe e tirò su la gonna, vide che avevo le autoreggenti e un bel perizoma nero e mi disse

"La solita maiala". Io risi e gli risposi "La tua maiala".

Mi sfilò il perizoma senza togliermi la gonna, sapeva che mi piaceva essere scopata così. Con una mano andò a toccarmi la figa che trovò già un lago,

"Sei fradicia" commentò. "E' tutto il giorno che ti penso" fu la mia risposta.

Muoveva la mano in mezzo alle mie gambe tirandomi già fuori gemiti di piacere, poi infilò un dito fino in fondo e cominciò ad esplorarmi. "Mettine un altro" gli dissi ansimando e lui mi accontentò. "Un altro dito? Ecco, prendilo" disse lui, poi continuò "So che nemmeno due dita ti bastano, per te non sono abbastanza" e ne infilò prima un terzo e poi di seguito un quarto facendo avanti e indietro con forza.

Godevo come una porca, sentivo la figa piena che si stava allargando grazie alle sue dita che mi penetravano come un bel cazzo duro.

Poi sfilò le dita, si buttò con la faccia sulla mia figa bagnatissima e iniziò a masturbarmi con la lingua facendola penetrare all'interno e muovendola, poi mi succhiò per bene il clitoride, mordicchiandolo come piaceva a me facendomi godere ancora di più.

Quando decise che mi aveva masturbata abbastanza si mise in ginocchio e tirò fuori il suo cazzo duro e gonfio e disse "Succhiamelo adesso, fammi godere".

Non persi tempo, mi buttai su quel cazzone invitante, lo scappellai e leccai avidamente la cappella gonfia e pulsante, poi mi ci abbassai sopra prendendomelo tutto fino in gola e iniziando a pompare.

"Brava, così, prendilo tutto, lo so che ti piace succhiare" diceva Giulio tra i gemiti. Mi mangiai quel cazzone per diversi minuti, alternando succhiate forti e leccate lungo l'asta, poi non resistetti più, volevo ficcarmelo dentro.

"Scopami" dissi. Lui mi prese e mi fece stendere, mi allargò le gambe e appoggiò il suo cazzo voglioso sulla mia figa fradicia, poi lo spinse tutto dentro in una volta e prese subito a muoversi con foga sbattendomi a dovere.

Io urlavo di piacere "Sì, così, più forte, dai, scopami". Sentivo le sue palle sbattermi sul culo e il suo cazzo sempre più forte che mi riempiva.

Tirai fuori le tette dalla camicetta e Giulio le afferrò entrambe, prese i capezzoli tra le dita e strinse forte, sapeva che mi piaceva da impazzire. "E' così che ti piace eh? Sei una porca". Mi diede qualche altra violenta spinta aggrappandosi alle mie tette, poi tirò fuori il cazzo e si mise sopra di me per farmelo entrare in bocca. Ripresi a succhiarlo, in quella posizione Giulio riusciva a penetrarmi la bocca ancora più a fondo, intanto con una mano mi masturbavo, ancora vogliosa di essere penetrata.


"Adesso girati, so che lo vuoi in culo" disse lui. Mi affrettai a voltarmi e ad inarcare bene la schiena per offrirgli il mio culo. Era da tanto che non facevo sesso anale e sapevo di essermi ristretta notevolmente.

Mi allargò e fece colare la saliva sul mio buco, con un dito mi penetrò senza fatica e volle metterne un altro, questa volta faticava ad entrare, così spinse forte rubandomi un urletto di dolore e piacere. "Come mai sei così stretta?" volle sapere. "E' tanto che non lo prendo in culo" dissi.

"Adesso ci penso io ad allargartelo".

Sapeva che era ciò che volevo sentire. A fatica inserì un altro dito nel mio buco stretto e iniziò a fare avanti e indietro per allargarmi. Io intanto mi stavo riabituando e gemevo di piacere.

Tolse le dita e appoggiò il cazzo sul mio buco, fece entrare la cappella e poi piano tutto il resto fino a riempirmi il culo. Stette un po’ fermo per farmi abituare, quando non resistetti più lo pregai "Inculami". "Lo vuoi?" mi chiese "Sì, lo voglio, non resisto più, sbattimi nel culo, dai".

E Giulio cominciò a scoparmi con foga il culo tenendomi per i fianchi e tirandomi verso di lui, poi prese a sculacciarmi ad ogni spinta, sapeva che stavo godendo come una troia in quel modo.

Presi a penetrarmi la figa con le dita per avere la sensazione di pienezza assoluta.

Giulio aumentò la velocità delle spinte e mi chiese "Dove la vuoi la sborra?"

"In culo" lo pregai "Riempimi il culo di sborra". Non se lo fece ripetere,

sentii il suo cazzone duro pulsare e un getto caldo riempirmi il culo.


Lo tolse dal mio culo e mi diedi da fare per lucidarglielo al meglio. Quel cazzone non accennava ad andare giù, rimaneva bello teso e voglioso. "Rimettiti a pecora" mi disse, obbedii subito e gli offrii nuovamente il mio culo che era ancora aperto e desideroso di essere riempito nuovamente, ma Giulio voleva scoparmi la figa e senza perdere tempo me la riempì col suo cazzone iniziando a stantuffarmi a dovere.

Mentre mi scopava mi prese le tette tirandomi a se, io gridavo dal piacere e mi massaggiavo il clitoride, "Vengo" gli dissi, lui aumentò la foga delle spinte.

Sentii un orgasmo violento scuotermi la figa e il corpo accompagnato dalle mie grida.

Mi ripresi e Giulio tirò fuori il suo cazzone ancora duro, sapevo che voleva sborrare ancora, infatti mi disse "Succhiamelo ti prego".

Lo ripresi tutto fino in gola e lo succhiai con gusto, mentre Giulio mi spingeva la testa. Presto senti il cazzo ingrossarsi e sputare un bel fiotto caldo di sborra nella mia gola, Giulio mi tenne ferma la testa fino a che non fossero finiti i residui dell'orgasmo, poi tolse il cazzo e insieme ci rivestimmo.

"Sei libera domani?" chiese prima di andarsene. "Certo..." risposi.

giovedì 28 aprile 2016

Sexy sabato


Sabato pomeriggio, giugno... Mio marito è a lavoro, torna più tardi ed io per far passare il tempo, mi sdraio nuda sul lettino a prendere il sole sul terrazzino. Nessuno può vedermi, ma piano piano sento crescere in me la voglia di avere delle mani che mi accarezzino tra le gambe, una lingua che sappia farmi provare mille brividi di piacere, un cazzo che riempia quel vuoto che ho dentro...Il mio amante è al mare e poi non abitiamo vicino. Chiamo lui, il mio ex? Gli mando un sms erotico, come faccio spesso e subito mi chiede di raggiungerlo a casa sua. Faccio finta di non poter andare, ma alla fine vado.Mi vesto velocemente, pantaloncini corti bianchi, canotta scollata e via... Non c'è nessuno per strada, m'infilo nel suo palazzo,salgo le scale, suono il campanello col cuore che batte ed eccolo lì in accappatoio. Un saluto, mi dirigo verso la camera da letto, mi siedo e lui subito comincia a baciarmi il collo, l'orecchio, la spalla, la schiena... sento i brividi correre lungo tutto il corpo e concentrarsi nel mio sesso. Vorrei toccarlo, baciarlo a mia volta, ma non me lo consente. Sento la sua erezione, il respiro affannato, ma continua a baciarmi, dolcemente ovunque e mi spoglia piano piano. Quando arriva tra le gambe, sono già un lago, alzo il bacino per spingermi ancora di più contro la sua lingua...non ce la faccio più, lo supplico, lo imploro, ma niente… appena appena infila un dito, ma solo la punta, sa farmi impazzire quel bastardo. Ho voglia di godere, di essere penetrata e quando sento che non resisto più, eccolo, in una sola mossa è entrato dentro, quel cazzo lungo e quel che più conta, massiccio. Mi riempie tutta, no si muove, si limita a guardarmi, se cerco di muovere il bacino, m'inchioda ...So cosa vuole, vuole sentirmi dire quelle parole che lui mi ha ripetuto tante volte, ma non le dirò, non le sento!! Alla fine cede, mi sbatte con violenza, più e più volte e quando sente che sto per venire, rallenta e quasi esce. Poi riprende e ripete il giochetto 2-3 volte. alla fine il mio orgasmo è spettacolare, intenso, lungo...Lui continua a sbattermi un altro po’ e alla fine arriva anche lui sborrandomi sul ventre e sul seno. Mi chiede di restare ancora, ma mi ripulisco e scappo via, sta per tornare lui e dopo una doccia veloce, magari anche lui vorrà scopare, il mio adorato marito!!!

lunedì 25 aprile 2016

Sesso e cibo


Avevamo fatto una scommessa: “riuscirai a farmi godere senza penetrarmi col tuo cazzo voglioso?”

Lui era convinto di sì, senza usare il suo membro né altri oggetti meccanici ma solo frutta e ortaggi!!

Un festival dell’agricoltura biologica applicata al sesso!!!

Dopo un inizio di baci appassionati per farmi bagnare a dovere, ha cominciato ad accedere alle sue strumentazioni naturali, così minuziosamente preparate in precedenza, sul tavolino accanto al letto. Ha cominciato con dell’uva bianca fredda e bagnata, quella con dei chicchi grossi e succulenti, me li ha passati prima sulle labbra, poi li ha fatti rotolare sul mio corpo bagnandoli di tanto in tanto con la sua saliva unita alla mia, poi ha giocato col mio clitoride e con l’imbocco del mio caldo tunnel accogliente, tirandole via, leccandole, e rimestandole dentro. Io ero stesa, arrendevole, pronta a sperimentare e ad accogliere ogni cosa lui volesse farmi.

Eravamo decisi a creare un’esperienza unica di sesso e cibo, sapori e sensazioni nuovi del corpo e della mente.

Poi ha preso una banana che col caldo del mio forno naturale si è maturata all’istante e così lui la inzuppava nei miei umori e la mangiava con un gusto irripetibile. Prima penetrandomi con tutta la buccia, poi imbevendola come in un intingolo magico che la rendeva succulenta e di un gusto senza eguali.

Le sensazioni che mi procurava erano inimmaginabili. Come se lui riuscisse ad assaporare la mia essenza più intima ed inesplorata… una percezione unica di condivisione quasi cannibalesca.

La mia mente era in estasi quasi più del mio corpo e la mia riconoscenza per quelle sensazioni uniche mi fecero prendere la panna montata che lui aveva preparato per me, gliel’ho spruzzata sul suo pene che non resisteva più al desiderio e l’ho succhiato e leccato come un gelato unico, irripetibile, desiderabile più di ogni altra cosa al mondo. Il suo latte caldo si è confuso con la panna montata e non si capiva cosa fosse più dolce, ma è venuto fuori un cocktail inaspettato ed impareggiabile.

Le nostre menti erano sazie, i nostri corpi soddisfatti.

Cosa volere di più!?

La scommessa era vinta da entrambi. Sicuramente ci riproveremo!!!!

giovedì 21 aprile 2016

Scopata e silenzio


Da tanto non ci vediamo, ogni volta è un'attesa struggente. L'ambiguità, la trasgressione, il silenzio...niente parole, solo sesso...atteso e finalmente goduto. Sesso e silenzio. Solo questo e nient'altro. Il piacere del sesso puro e fine a se stesso, nulla di più.

Le mia mani percorrono il mio corpo accarezzandolo, presto saranno le tue a farlo...la mia voglia cresce inesorabile pensando al tuo corpo che possiede il mio.

La gonna blu che indosso arriva poco sotto il ginocchio. Immagino la tua espressione quando ti accorgerai che non porto le mutandine oggi...e nemmeno il reggiseno. Il contatto delle mie parti intime col tessuto mi da i brividi, piccoli brividi che presto si trasformeranno in eccitazione pura. I capezzoli rigidi premono vogliosi contro la camicetta che volutamente tengo slacciata fino al seno. La pelle liscia del mio sedere fruscia contro il cotone della gonna. Seduta in poltrona accavallo le gambe, le stringo volutamente per stimolarmi proprio lì in mezzo...

Difficile non gridare 'finalmente!' quando arrivi...Ci limitiamo a sorridere, poi quasi contemporaneamente un'espressione maliziosa compare sui nostri volti. Ci afferriamo subito, i corpi stretti, caldi e le lingue che si cercano rapide. Toccandomi sulla schiena già ti accorgi che manca il reggiseno, ti stacchi un po’ e apri subito la camicetta per accertartene, i miei seni sono già nelle tue mani e i capezzoli scompaiono nella tua bocca, prima uno e poi l'altro, sembra quasi che tu voglia mangiarli. Il rumore di risucchio che fa la tua bocca sulle mie tette è estasiante, ingoiami, mangiami...

Quando le tue mani mi afferrano dietro non ti accorgi subito che non ho nemmeno le mutandine... lo vedrai presto...

Sono affamata di te, della tua pelle, del tuo sapore, del tuo sesso... In ginocchio sopra di te lo mordo da sopra i pantaloni e struscio sopra il mio viso. E' durissimo ed imponente, sento che mi desidera, vuole che io lo mangi...Lo tiro fuori, inizio dalla base, voglio che ogni millimetro sia passato dalla mia lingua, l'asta dura si erge diritta e rigida, aspetta solo che io la percorra su e giù, su e giù...E' bellissimo ricoprirlo con la lingua, ma ora non basta più, devo usare la bocca...arrivata sulla cappella lascio che mi scivoli dentro tutto, lentamente, voglio riempirmi...quando è dentro quasi fino alla base rimango ferma, ti assaporo e mi godo la tua essenza, poi non resisto, ho bisogno di muovermi, di succhiare tutto finché non sono sazia, finché i tuoi lamenti di piacere non riempiono la casa... Mi tieni la testa con le mani per goderti quel contatto ancora più a fondo, i tuoi ansimi accelerano, ecco ti sento, lasciati andare dentro di me, lascia che io riceva il tuo piacere...

Con la bocca piena di sperma bollente mi stacco piano, leccando ancora un po’ la cappella.

Mi metto a quattro zampe, mi raggiungi subito ancora ansante, le tue mani si infilano sotto la gonna e finalmente ti accorgi che mancano le mutandine...Un gemito di approvazione esce dalle tue labbra. Tiri su la gonna e scopri il mio frutto succoso e impaziente, con le mani sulle natiche apri con i pollici le mie labbra e come io ho fatto con te assapori il frutto goloso. La lingua danza sulle labbra e sul clitoride, ora sono i miei gemiti a riempire la stanza e i miei umori a colare sulla moquette. Mi inarco di più per offrirmi meglio a te e alla tua bocca avida, non resisto più, di malavoglia mi stacco e mi alzo, mi appoggio al muro, tu sei già dietro di me aggrappato ai miei fianchi. Il tuo pene appoggiato tra le mie gambe e in un attimo, con una penetrazione rapida sparisce dentro di me. I miei fianchi spingono all'indietro e i tuoi in avanti, ritmicamente, movimenti che inondano il mio corpo di piacere, di estasi...voglio tenerti dentro di me, poterti sentire sempre...

Mi abbandono alle tue spinte, inarco la schiena e la testa, ad occhi chiusi e labbra umide lascio che l'estasi mi colga e mi invada...grido, gemo, le mie unghie graffiano il muro, ne voglio ancora...possiamo continuare quanto vogliamo, non ne ho ancora abbastanza di te...lasciamo che i nostri corpi si uniscano ancora e ancora...

Sempre senza una parola ma solo con gemiti e grida di piacere i nostri corpi sbattono l'un l'altro quasi si volessero fondere...e in questa fusione paradisiaca un nuovo orgasmo percorre le nostre membra lasciandoci tremanti ed estasiati...

Non una parola, silenzio, solo sesso e silenzio...