martedì 13 ottobre 2015

Passione segrete - Il pensionato e la zingara

Su Passione segrete, il racconto del settantenne Rocco di Torino

Come iniziare questo racconto? Devo confessarvi che ci ho messo molto. Per una vita ho fatto l'operaio alla Fiat ed ho sola la licenzia media, non è stato facilissimo per me cercare di esprimermi e per questo mi sono affidato ad un amico professore, che  ha corretto via via i miei scritti.

Dunque vi chiederete forse cosa ci fa un settantenne a scrivere su internet? Forse ancora con più curiosità vi starete chiedendo cosa ha da scrivere un pensionato su un sito di racconti erotici.

Non nego, che io uomo meridionale, da quarant'anni emigrato a Torino per lavorare nello stabilimento Fiat Mirafiori, persona umile e semplice; a mia volta mi sento poco a mio agio in questo ambiente moderno e giovanile. Altrettanto posso dire di sentirmi poco a mio agio a raccontare questo storia di sesso che mi riguarda e che sono sicuro porterà alcuni a considerarmi come un povero vecchio  da compatire. Detto tutto questo avevo molto voglia di raccontare la mia storia, che nonostante tutti i pregiudizi dei malpensanti mi ha portato una grande felicità. Ecco a voi la storia.

Solo chi è andato in pensione dopo una vita di lavoro e come me si è  ritrovato totalmente solo, nel mio caso in quanto vedevo, può capire fino in fondo il vuoto che la vita ti può riservare dopo i sacrifici fatti in una vita intera. Subito dopo la pensione le mie giornate si sono allungate sempre di più fino a diventare per me quasi infinite. La solitudine e la noia  rattristavano le mie giornate. Tutto cambiò quel giorno che durante la mia solita passeggiata al parco, ricevetti le attenzioni di una giovane zingarella mora. Rubinia era il nome di quella dolce, ragazza mora che mi si avvicinò con un grande sorriso sulle labbra , chiedendomi come stavo. Nonostante l'età non ero sciocco come alcuni   miei conoscenti, da non capire che le sue attenzioni avevano soltanto un secondo fine: quello di estorcermi più soldi possibili.
Non era infatti la prima volta che nello stesso parco, qualche ragazza o donna zingara mi si avvicinava promettendomi con piccanti e velate allusioni, eccitanti prestazioni sessuali. Avevo visto nello stesso parco, molti uomini più o meno della mia età, rimanere incantati da quelle donne da quattro soldi senza né grazia né arte. Molti di questi si erano fatti abbindolare come dei fessacchiotti e probabilmente sono stati dilapidati di pensioni e dei risparmi di una vita. Quelle donne, non facevano per me però, erano troppo sporche, troppo volgari e prive di qualsiasi minima grazia femminile per farmi resuscitare una minima voglia di sesso. Rubinia era molto diversa da loro, era aggraziata, pulita e gentile e nonostante fosse evidentemente di etnia zingara, non emanava quell'antipatia e avversione che io come  molti altri abbiamo verso quella stirpe.

Nei giorni seguenti dal mio primo incontro al parco con Rubinia, ebbi modo di parlare altre volte con la ragazza e ne ero rimasto sempre molto affascinato. Al nostro quarto incontro, che si svolse come sempre al parco, ma in orario serale, ricevetti la proposta indecente, che forse dentro di me aspettavo già da tempo. Rubinia mi disse:"Nonno" (così mi chiamava) ".. se vuoi possiamo andare in quell'angolo del parco dove nessuno ci vede e ti posso dare un po' di piacere.." Non esitai un momento, ero chiaramente imbarazzato ma l'idea di poter anche sfiorare una ragazza così giovane e carina mi aveva immediatamente fatto muovere qualcosa che credevo ormai defunto. Appena arrivati in un angolo nascosto del parco, Rubinia tirò fuori dal suo zaino una coperta rossa che posò con cura nel prato e mi fece cenno di sedermi. Non esitai e mi sedetti a terra con la schiena dritta in attesa. Rubinia, mi diede prima un tenero bacietto sulla bocca ed iniziò,quindi a toccarmi il cazzo, giocandoci con le mani da sopra i pantaloni. Nonostante l'eccitazione del momento, il mio cazzo non voleva saperne di indurirsi come avrei voluto. Ero probabilmente molto fuori  allenamento ma avevo una gran voglia ormai e con la sfacciataggine di un uomo maturo, il quale ero; le chiesi di prendermi il cazzo in bocca. Rubinia non esitò, si tirò fuori dalla camicetta le  tette, quindi estrasse fuori dai pantoloni il mio cazzo moscio e se lo mise tutto in bocca. Seguì a pomparmi per diverso tempo con grande dedizione e senza arrendersi fino a provocarmi un orgasmo con poche gocce di sperma. Era davvero molto che non avevo un orgasmo ed a dispetto del mio cazzo fosse rimasto per tutto il pompino moscio, fu davvero molto eccitante ricevere quelle attenzioni da una ragazzina di poco più che vent'anni. Al termine dell'atto, Rubinia mi chiese 100 euro, io rimasi esterefatto per la cifra. Lei mi spiega con molta calma ma anche con grande schiettezza che per provare grandi piaceri ci vogliono grandi sacrifici ed in effetti aveva ragione. Io ero un vecchio e lei una ragazzina, oltre a quello, lei pur essendo una mercenaria era dolce ed aggraziata e si meritava in effetti quella ricompensa.

L'esperienza con Rubinia, mi aveva ridato vita e speranza. Non ero solo allietato dalla possibilità concreta di avere rapporti sessuali con lei ma anche dalla possibilità di starle vicino e di rubare un po' della sua essenza giovanile. Avevo voglia di avere un rapporto con lei, ma prima dovevo risolvere i miei problemi di erezione. Non avevo mai avuto bisogno di un aiuto diciamo così per fare sesso, ma con l'anzianità che avanzava ormai incessantemente decisi di procurarmi del viagra.  Provai il viagra una prima volta da solo in casa, con una mezza pillola e poi provai a masturbarmi pensando ad un rapporto sessuale dove penetravo in culo e figa Rubinia. Fu un successo, il mio cazzo divenne duro come non lo era da tempo e mi sentii nuovamente giovane e virile.
La sera stessa andai al parco per incontrare Rubinia, le dissi che la volevo per me a casa mia il prima possibile, Rubinia mi chiese 600 euro, traballai un po' ma ormai ero deciso ed accettai.

Settant'anni e sentirsi un ragazzino, questo era quello che mi era successo tutto d'un tratto. Quando ormai ti sembra di avere un piede già nella fossa, d'improvviso hai un  sobbalzo di vita che proietta le tue prospettive ben oltre al tempo che passa. Eccitato come un ragazzino , feci pulire la casa da una donna delle pulizie, quindi mi recai alle poste dove prelevai 800 euro, 600 per Rubinia, 100 per la spesa di quella sera e 100 per andare avanti la settimana seguente. Alle 19 come avevo fissato, si presentò a casa Rubinia. Era bella la mia zingarella, aveva il culo leggermente in carne, ma solo leggermente, quel tanto che fa  una donna particolarmente piacevoli per essere palpate, occhi marroni scuri intensi, lungi capelli neri, sopracciglia folte sguardo profondo e la carnagione leggermente scura. Cenammo in fretta, bevendo qualche bicchiere di vino, poi fu la stessa Rubinia a prendere l'iniziativa.

Finimmo di mangiare verso le 21, Rubinia poco dopo terminato venne verso di me e mi prese la mano, guidandomi nella camera da letto. Mi invitò a distendermi, quindi spense la luce del lampadario ed accese la baujur, quindi soffocò la luce della stessa bajuour con il suo foulard, creando un effetto di luce soffusa, molto rilassante. Rubinia inizia  a spogliarsi molto lentamente e nel mentre mi fissa  con uno sguardo seducente e magnetico. Rimase completamente nuda con i soli braccialetti metallici e catenine che le abbelliscono il suo bel corpo. Oh mio dio! Mi sentivo nuovamente un ventenne e sento già l'effetto del viagra che avevo preso subito dopo cena. Rubinia iniziò quindi a spogliarmi amabilmente con molta lentezza e via via ripiegando e riordinando i vestiti; quando arrivò alle mutande si fermò e mi montò sopra con la sua figa pelosa. Mentre Rubinia era sopra, il mio cazzo si indurisce definitivamente come mai l'avevo avuto da ormai molto tempo. La ragazza poi si strofina armonicamente per qualche minuto e mi bagna le mutande dei suoi umori, poi mi tohlie le mutande se le mette in bocca e le annusa passionalmente per poi metterle nel mio naso perché io faccia altrettanto.  Dolce nettare di miele a primavera, questo mi sembrava l'odore di quella vulva pelosa, l'annusai con passione e come un drogato alla prima sniffata di cocaina, ebbi una spinta di euforia e di forza e con un colpo di impeto inizia a sculacciare forte quel bel culo formoso di Rubinia. Lei sembrava gradire mentre mi montava  il  cazzo che era ormai tutto dentro la bella figa pelosa ed a ogni colpo gridava, dicendomi di continuare. Presi ancora più forza e la feci mettere a pecorina, iniziando a pomparla da dietro. Come si dice l'appetito vien mangiato ed ingolosito, nel vederle il culo alla pecorina, le chiesi di farsi inculare. Lei esitò ma mi promise brevemente che ne avremmo potuto riparlare in un altro momento. Continuai così a prenderla da dietro ed osai a metterle un dito nel culo mentre la scopavo da dietro, lei non disse niente se non un breve gemito misto tra dolere e piacere. La invitai a tornare a cavalcarmi e quini continuai ad infilarle il dito in culo affondandolo fino in fondo. Più affondavo il dito e più la sentivo dimenarsi e gemere e questo provocò da lì a breve la mia eiaculazione.

Fu una notte memorabile. Spero di non essere giudicato per questo mi vizio, so che le donne mi giudicheranno solo come un vecchio porco mentre molti uomini  mi compatiranno, so altresì che la vecchiaia di uomo solo è un mondo inesplorato e incomprensibile per molti che non possono forse cogliere a fondo come ci si possa sentire. Al finale dei conti  però posso solo dire che non c'è niente di cui mi penta e che sto proseguendo i miei incontri con Rubinia con molta passione e consapevolezza . Sento che tutto questo mi porta una  sana felicità  e per questo ho deciso di vivere serenamente la mia vecchiaia, fregandomene anche degli eventuali giudizi altrui.

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